Paola Cirino

Vorrei partire con una premessa: ho grande amore per la parola scritta (anche più che per quella parlata), come strumento di memoria e come strumento di narrazione, e penso che sia un aiuto fondamentale per ricordare e condividere quello che si è detto, vissuto, studiato ecc. in particolare per chi come me la memoria ce l’ha sempre avuto un pochino corta. Il supporto, cartaceo o digitale, ha la sua importanza, ma non è prioritario. Per questo motivo confesso che avrei voluto di più dall’esperienza vissuta nei mesi passati, sia da me stessa che dai miei compagni di viaggio. Mi piace scrivere, mi piace raccontare, commentare, condividere considerazioni eppure l’ho fatto poco, o almeno non quanto avrei voluto. Mi sarebbe piaciuto che generalmente ci fosse stata più partecipazione, magari non sempre e necessariamente da parte delle stesse persone e naturalmente non per forza proprio nelle ore di lezione/lavoro visto che in moltissime occasioni eravamo tutti davvero molto presi e concentrati. A quel punto, suppongo, mi sarei sentita più motivata anche io.
Il gruppo non era piccolo, anche se alla fine i “sopravvissuti” sono stati pochini, e ne potevano venire fuori pagine e pagine che sarebbe stato bello rileggere a distanza di tempo e anche condividere con chiunque fosse stato interessato. Non so perchè non sia successo nella misura che mi aspettavo, un po’ di pigrizia c’è stata, probabilmente, e forse anche un po’ di reciproca diffidenza o mancato coinvolgimento. Probabilmente è stato un misto di tutte queste cause, più altre che al momento non so individuare. Con questo non voglio dire che non sia stata un’esperienza utile o piacevole, anzi, la considero assolutamente positiva da tanti punti di vista, penso solo che come per tutte le prime esperienze there’s room for improvement, che però non è affatto una cosa negativa.

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